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21 marzo 2011

Vacanze al lago (ottava parte)...



Stefano

Ho incontrato Marco che praticamente non mi considera, che pugnalata al cuore, ho pensato tutta notte a cosa fare per farmi perdonare, ma non mi è venuto in mente niente.
Ho pensato “Ma non se la cava, quindi adesso vado in camera sua e gli parlo occhi negli occhi”, così mi sono diretta verso la camera di Marco e mentre mi avvicinavo ho sentito la voce di Valentina, ero curiosa e così ho origliato la loro conversazione; Valentina diceva con Marco che io filavo dietro a Stefano e che lei sapeva da Stefano che io avevo persino provato a baciarlo, perché lui mi aveva confidato di piacergli, e tutto questo glielo aveva raccontato Sabrina, e quindi non poteva essere una balla; avevo un gran nervoso sarei voluta entrare e urlare “che cavolo stai raccontando, pettegola tu e quell’altra” ma così non ho fatto e me ne sono andata pensando come farla pagare a Sabrina, se la guerra vuole la guerra avrà, così mi sono detta.

Nel pomeriggio sono uscita per una passeggiata, mentre uscivo mi sono sentita una mano sulla spalla, voltandomi ho visto Marco:
“Dimmi, cos’altro c’è?”
e lui ironicamente:
“Adesso so perché sei sempre così nervosa!”
io ho risposto:
“Sentiamo, perché sarei così nervosa? Chi ti ha delucidato?”
lui ha risposto come se sapesse tutto:
“hai litigato con Stefano, forse lui non vuole ancora che tu lo asfissi!”
io non sapevo cosa rispondere, ma ho detto:
“Stefano? Cosa centra Stefano?”
lui ha ribattuto:
“Lo so che ti piace Stefano, me l’ ha detto Valentina! Se hai litigato con lui, non puoi prendertela con me per niente!!”
ho risposto facendo finta di non sapere niente e sono stata al gioco:
“Stefano non centra niente, non ho litigato con nessuno e oltretutto non mi sta bene che vengano raccontati i fatti miei. Questo non doveva capitare, dovrò fare un discorsetto con Valentina. Adesso sono più incavolata di prima!”.
Mi sono rigirata e con i nervi a fior di pelle; avrei urlato ma mi sono limitata a mandarlo a quel paese, e uscendo dalla porta ho calciato una sedia che stava accanto alla porta, Marco mi ha urlato di tirarla su, io non ci pensavo minimamente e ho fatto “spallucce” (che lui non sopporta) e poi ho chiuso violentemente la porta la quale ha vibrato come se stesse per cadere, ma per fortuna era solo un’impressione.
Mi sono detta che Marco mi stava deludendo, primo credere a Valentina e soprattutto credere che io potessi stare con Stefano, e secondo pensavo che se ne fosse accorto che mi piaceva ma si vede che sono una povera illusa.

Un pò cortina rispetto alle altre parti, ma rifarò nella prossima!!!

Buona giornate alle mie lettrici e a tutte le creative buon inizio di PRIMAVERA!!

Scritto da: Marzia

08 marzo 2011

Vacanze al lago (settima parte)...



Secondo giorno
Tensione

Sono riuscita ad addormentarmi, l’ultima volta che ho guardato l’orologio erano le due, mi sento bene questa mattina. Andando in cucina per fare colazione ho no-tato che c’erano già alcuni che discutevano su cosa fare questa mattina e così anche io ho preso parte alla discussione e abbiamo deciso di andare per negozi per cercare l’occorrente per fare la festa di compleanno sia per Marco che Sabrina, e in tanto prendere i regali di tutta la com-pagnia. Siamo tornati nel negozietto di ieri per prendere il regali di Sabrina, e mentre uscivamo dal negozio ho visto che stava arrivando Sabrina dall’altra parte, con la coda dell’occhio l’ ho seguita e ho visto che è entrata anche lei in quel negozio, sospettavo anche il motivo, in fondo che male c’è, ognuno fa quello che gli pare!
La mattina è passata molto velocemente, tra una compera e l’altra e molte chiacchiere, e così anche la sera è passata così veloce che quasi non ce ne siamo accorti.
Quando siamo tornati a casa, ho notato che c’era tensione, come se fosse accaduto qualcosa di spiacevole; Fede non sapeva niente e Sabrina era muta, per sciogliere un po’ quella tensione mi sono fatta coraggio e ho fatto la mia proposta sperando di sgelare quell’atmosfera irreale:
”Allora ragazzi cosa vogliamo fare? Pizzeria, ristorante…?”
Alcuni non hanno proferito parola, tipo Marco e Sabrina, qui gatta ci cova; ho pensato, gli altri pur di non restare in casa hanno accettato la mia proposta, tutto sommato è stata una bella serata, poco rilassante perché comunque la tensione ancora si avvertiva anche se io e pochi altri non capivano anzi non sapevamo cosa era successo, difatti non sono mancate battutine, scherzi e soprattutto sfrecciatine tra Marco e Sabrina.
Alla fine, verso le undici, alcuni sono an-dati a fare una passeggiata altri sono tornati a casa per passare le qualche ora in balcone a guardare le stelle e fare i romantici, io ho iniziato a disfare la valigia, mentre stavo per appoggiarmi sul letto dopo aver fatto una doccia rilassante, ho sentito bussare alla porta, TOC, TOC…:
«Chi è? » ho domandato:
«Sono Marco, posso entrare? »
il mio cuore era impazzito, Marco che mi cerca, ero in fibrillazione, forse voleva confidarsi con me, frenando le mie emozioni ho esclamato:
Entra…! »
Ed è entrato con un mega sorriso stampato sulla faccia, mi ha chiesto:
«Hai dei cerotti, Federica si è tagliata!»
Ah, ti pareva che era venuto per me… che tristezza, dapprima il cuore andava a mille, e nel giro di pochi secondi non lo percepivo più, con voce sommessa gli ho risposto:
«Ma certo! Ti serve dell’altro, non so disinfettante, cotone, qualche pomata, sono una farmacia ambulante!»
Intanto che lo dicevo mi sono accorta che dimostravo disappunto, penso che se ne sia accorto, perché poi mi ha risposto seccato:
«No! mi basta un cerotto, non mettertici anche tu, quest’oggi è stato uno schifo, voi ragazze siete proprio delle rompi balle, se non vuoi darmi il cerotto dillo, ma non scassare! »
Che figura! Gli ho dato i cerotti e quando è uscito mi sono buttata sul letto, e tanto per completare il mio dolore interiore ho urtato violentemente la mano sul bandone del letto, avrei urlato ma mi sono limitata ad imprecare con la faccia soffocata sotto il cuscino mandando a quel paese tutti gli uomini esistenti sulla faccia della terra.
Quando sembrava tutto ormai calmo e il dolore era alleviato ho sentito uno strano odore, anzi profumo, di quelli pungenti, classici profumi da uomo, ho pensato che io non potevo essere, ho tolto il cuscino per capire da dove poteva venire e con mia sorpresa mi sono trovata faccia a faccia con Marco.
Lo sguardo con un’espressione da rimprovero, le braccia sui fianchi, il piedino scalpitante, la testa che dondolava come per dire, così non va! Spontaneamente ho domandato:
”Cosa c’è?” e lui:
”Si può sapere cos’ hai?” ed io:”Io nien-te, perché, piuttosto tu che sei stato inca-volato tutt’oggi?!” e lui:
”Non è un tuo problema, piuttosto tu cos’ hai! non è da te comportarti così senza un buon motivo, allora, si può sapere cosa c’è?” con un’aria angelica molto sforzata ho ribadito:
”Io non ho niente, pensavo fossi venuto per fare una chiacchierata con me, per disfarti dei tuoi malumori, sono o no la tua migliore amica? invece sei venuto a chiedermi dei cerotti, oltretutto come se oggi non fosse successo niente! Ci sono rimasta male!” e lui:
”Tu sei la mia migliore amica, ma questo non è un tuo problema, se mi vuoi bene credimi e lasciami in pace!” e io con aria seccata:
”Va bene, va bene, faccio quello che vuoi, ma non lo accetto, e mi dispiace del tuo comportamento, non ti conosco più! Basta, non sono in vena di discutere, buona notte!”
Stava per andarsene quando mi ha presa per una mano, per fortuna non quella dolorante, e mi ha letteralmente trascinata fuori dalla camera e portata in balcone, poi mi ha detto:
“Adesso ti siedi e con calma mi spieghi cos’è questa storia, io cerco di comportami nello stesso modo con tutti e non mi sembra di aver fatto il contrario con te! O mi sbaglio!? Non mi dire che è perché sei stanca, io ti conosco e non ti comporti così quando sei stanca, qui c’è qualcos’altro, io mi sono sempre confidato con te, e quando lo riterrò opportuno e se sarà necessario te lo dirò!”
L’ ho guardato esterrefatta ed ho risposto:
“Come vuoi, tu sai che per te ci sono sempre!”
Mi ha dato la buona notte ed è tornato in camera sua. Pensavo di capire cosa era successo ma così avevo solo peggiorato la situazione e ne ero consapevole; dovevo quindi trovare la maniera di farmi perdonare.

...alla prossima puntata.


(Mi raccomando, se notate orrori o errori, segnalate!!!)


Buon martedì grasso!!


Scritto da: Marzia


22 febbraio 2011

Vacanze al lago (sesta parte)...



L’appartamento è di Valentina e quindi niente problemi per “caffèlatte” speriamo però che non abbai, anche perché abbiamo dei confinanti e non sappiamo se amano gli animali, speriamo fili tutto liscio.
Quando ormai sembrava tutto calmo, ho sentito un’imprecazione provenire dall’auto di Marco, era proprio Marco, che guaio, “caffèlatte” aveva fatto pipì sul fuoristrada  proprio mentre parcheggiava e nessuno più ci pensava e Fede era già scesa in attesa che Marco parcheggiasse pensando che il cane ancora dormisse, invece…
Adesso Fede ha il suo bel da fare per rimediare all’incidente di “caffèlatte”.
L’ ho vista disperata e così ho deciso di andare ad aiutarla. Ci siamo munite di guanti, spugne e sapone, abbiamo lavato, tamponato, insaponato, sciacquato, varie volte, finché non si sentiva più l’odore di pipì, però ci siamo anche divertite, mentre gli altri scaricavano valige, valigine, valigette e un sacco di altri oggetti e cassette piene di ogni ben di Dio da papparci, (verdura fresca e frutta, sughi, insaccati, primi piatti preparati dalle mamme e anche polpettoni etc.) insomma di certo non morivamo di fame! Il lavaggio del sedile è diventato nel giro di poco tempo motivo di gran divertimento, tra gli schizzi iniziali siamo arrivate a fare “gavettoni”, ad un certo punto anche tutti gli altri si sono aggregati, dalla catinella che inizialmente avevamo utilizzato Fede ed io, buttandoci acqua con le mani, sono passati, ai secchi direttamente versati addosso, e dulcis in fundo, direttamente il tubo dell’acqua, alla fine eravamo completamente fradici, nel giardino sembrava fosse passato un uragano…
Ci siamo guardati in giro e visto il caos, ci siamo rimboccati le maniche (si fa per dire, avendo le maniche corte, alcuni neanche quelle) e in quattro e quattr’otto abbiamo messo tutto in ordine, per l’allagamento niente paura, bisognava che qualcuno annaffiasse…
Stanchi sia dal viaggio, e che viaggio, sia dalla guerra ai gavettoni, avvertiamo un certo languorino, ormai erano le quattro, davanti casa avevano scaricato le cassette con la frutta e la verdura e così ci siamo rimpinzati, dopo di ché, Valentina, ci ha portati nell’appartamento, in maniera che potessimo prendere possesso ognuno dalla propria camera.
Le camere erano situate lungo il corridoio, ad ogni camera era stato assegnato il nome di una stagione.
In fondo al corridoio c’era un bagno, sulla porta c’era un cartellino con scritto “oasi” l’altro era a piano terra e si chiamava “miraggio”.
Salendo le scale si arriva alla mansarda, alla tua destra due porte una denominata “sala pittura” e l’altra “biblioteca” sulla sinistra due porte che portano alla camera di Valentina, una però è chiusa.
Nella mansarda c’era un’altra camera, matrimoniale, riservata alla padrona cioè, Valentina e naturalmente Davide, denominata “luna di miele”, all’interno della camera c’era anche un piccolo bagno personale, denominato “sogno” praticamente personale perché all’interno della camera ma all’occorrenza Vale aveva detto che lo si poteva usare. Fortuna in dodici con due bagni!!
Io, Fede e Sabrina abbiamo preso la camera denominata “primavera”.
Quella più  vicina al bagno chiamata “autunno” Sonia e Luca.
Di fronte a loro Giorgio e Caty in quella con il nome “inverno”.
Di fronte alla mia, denominata “estate” Marco, Stefano e Paolo.
Nel bagno “oasi” oltre alla doccia c’è anche la vasca con idromassaggio, nell’altra solo la doccia e naturalmente il resto dei sanitari come anche in “oasi”.
Tra una cosa e l’altra abbiamo fatto le nove; stanchi e sporchi, molto democraticamente noi ragazze con il consenso di Valentina abbiamo deciso che le prime a farsi la doccia eravamo noi.
Tre alla volta in mezz’ora eravamo tutte belle, lavate e profumate, pronte a ripartire... pronte ad andare a letto.

continua...  alla prossima puntata!!


Scritto da: Marzia